mercoledì 26 dicembre 2012

FINI alle Fogne! Pernacchioni è comunista?

Clamoroso skup!!! Silvio Pernacchioni è venvto nella ns.ra vmile sete eah rilashiato alcvne dikiarazionij da lasciarcj senza phiato. Quello che segve è vn estratto di qvanto ha detto aj dve redattorij, Alcide Brunazzi & Pralino De Fructibus.

A:  Cuale onore awere un cerebrol... ehm, una phine testa come lei svlle nostre phrequenze telemitiche.
P:  Cionori delle sue stronz... ehm, vedvte pollitiche, ciò.
S:  Sentite, lossoh che voi siete 2e Qomvnisti, seoh  accettato epperchè sono talmente indietro co' sondaggij chemi tocc'andare da tvtti, ma propio tvtty...
A:  Qomvnista? Chieh qomvnista? Tv... Pralino! Tv... sei comvnista?
P:  Je? Mommanch po' cacchio!
S:  Non cercate di gabbarmij. Tanto gl'itaglianij losanno chisie tevoi 2e!
P:  Abbè, selo sanno già...
A:  Vabbeh... senta, veniam'annoj, Presiresidente. Quanto dichiara ogn'anno?
S:  Abbastanza per costruire vn caNpo dicon centramento erin chiudervi, se non la phinite dirom pereglize Bedej!.
P: Vabbene, veniamo alsodo dell'vovo. Y'i  sondaggij ladanno vltimo persino dietro alpar Tito de' Pensionati. Cvale phorza sovrvmana laspinge arican didarsij?
S: Perchè amme piaciono lesphide. Epperchè sono 1o sportiwo, nonostante lemie 76 primawere. Sachemi sono phidanzato dire cente con 1a zoc... mign... ehm... fancivlla disoly 2otto ani? Essa cuante volte al giorno phacciamo ciph-cioph, eh? Prowi a dire, prowi...
A:  Una? Due? Tre?
S:  Ma quello al massimo è il nr. delle pippe  che si pha lej guardando la pharphalla di Belen. Jo, mio caro... Dodici volte al dì!
A:  Uellahhh, bum! Massimo saranno peranno, cioeh na volta'l mese!
P:  Ma prima odopo dianda reaca gare?
S:  Guardate che vi cuerelo, che oggi noneh gior Nata! Io sono Vn bvono manon prowocate Mi!
A:  Allora, cosala spinge ari candidarsij?
S:  Perchè se non phosse permmeh li'Talia andrebbe a pvttane...
P:  No, ancora di più?
S: Sentah... proprio stanotte oh fatto un sogno teribbile... petti che jelo dico... c'era Di Pietro alla Qltura e, pensi, Fini alle Fogne... uhuhuhuhuh...
A:  Ahahahahaha...
P:  Ihihihihihihi... come ne' vecchi slogan... "Fascisti, carogne! Tornate nelle fogne!"
A:  Ma, Pernacchioni... lei dvncve... eh... comvnista'a?
S:  Manon lodica nemmen per ischerzo! Qomvnista may!
A: Incredibbile, mici ascoltatori, ebbenessì, Pernacchioni ah vn sottophondo'o comvnista... ahappena detto FINI ALLE FOGNE!
P:  Roba che non sisen tiva da'annij.. uno skup!
S:  Ma che state dicendo? Mivo letero vinare, phorse?
P:  Ma tanto... peggio diccossì...
S:  Ma jovi denvnzio, iovi manto inga lera! Marroba dapazzyi! (eshe paonazzo)
A: Pralino, ecco, 6i con Tento? Lay phatto 'ndar via, pover'vomo! Sej proprio vn (1n) qomvnista!
P:  Ma qomvnista sarah la tu' sorella e la tu' nonna e la tu' mamma e la tu' cugina che battono a Follonica, maremmajala!
A:  Ole tve parenti tvtte cheo perano sul'ladriatiha zona Mirabilandia...

Comvncve, coNplimenti phinali aparte, ebbenessih, Silvio Pernacchioni sotto sotto eh Qomunista. La phrase Phini alle phogne è un residuo Y deologico degliani 70 ch'ewidentemente Pernacchioni non eh rivscito a rimvovere. Solonnoi potewamo phare cvesto skvp, grazi'ai ns. potentij mezzij. Orasa pete tvtto, rego latevi mò.




giovedì 20 dicembre 2012

Lo "Slego" dell'vltima noche del Mondo


Pre messoche NOI (nojo) del Pornacoliere (ecs Lipornocronaca) non cj crediamo, non cj, ai Maya eaj loro cazzi di prophezje, ea tutt'i stracazzi din terpre tazione, cj pregiamo lostesso, cj, a tutti i c... quellj cioeh checci credono, checci (salute!), dindi care alcvne delletan teini ziatiwe inwista dell'vltima notte della ns. civiltah (bella civiltah), ingi roper lorbe terrackueo.. Cioeh, cvest'anno si pha phestae il 21 e, seci sarriva, il 25, il 26, il 31... che cvlo!


DOMANI  SERA  SI  TOMBA

No, no, non si tromba, si tomba in tutt'i sensij. In varij comunij i sindacij annohes cogitato vna (1a) cvriosa iniziatiwa. Sipotrah apphittare persolij 350 evrij vna bella toNba nvova dizzecca. Nei cimiterij, inphattij, sono statecos trvite nvmerose toNbae alloscopo dios pitare kivnkve vogliari pararsi dvrante le'vento della phinae del monto. Se tvtto wabene dopodomani sieshe dalle toNbae dopo vna bella notte disonno ebasta così, seva male sieh già in locvlo, cioeh in loco, elì siri mane. Owiamente nei 350 pippi sonocoN presij cawiale e campagne perpa steggiare l'vltima wolta. Ganzoeh? Solo chenon sica pische checaz senepha ilco mvne dei 350 sacchi sepoi la phinae del monto wiene dawero, bbbbòooo.


TVTTI  AL  COCCORICCO'  DI  RICCHIONE

Lanota discoteqva di Ricchione ahor ganizzato vnase rata dalec carsi glial lvcj. Persolij 255 evrij potretea sistere av nali monata phra ilno tocan tante Silvio Pernacchioni (76 anj) ela sva nvova phidan zatae di solij 27. Id2e swergognatij siba ceranno inpvb blico svlla pistae del Coco riccò, poilei sis poglierah e si accopperah insieme aluj. La phine del mondo, dawero!!!


OPPHERTAE  COL  PHRECCIAROSSA

Tvtti colo roche wotano Qomunista awranno diritto all'vltimo wiaggio svnbel Phrecciarossa Halta Welocitah, chepar tirah Daroma egiun gerah in Walsvsa dowe adat tenderlij cisa ranno i Noty Notav chelj acco glie ranno apo modorij in phaccia ea calci nel'lepalle. Iltvtto persolij 6 evrj, coNpreso vname rendina'a bordo, conpane & Nvtellae phatta daj cinesij. Caz.


GJTA  ALDEL  TADEL  POOOO

Lase zione CAI di Pherrara organizza vna gijta aldel TadelPoh, tan topercaN biare. Cisi trowa tvttia PonteLag'oscvro alle 18 precyse (chinoneh preciso sibbecca vna mvlta di 3000 evrij). yNbarco alle 18,04 epar tenza perildel Ta conlamo tonave PIPPO (checazzofai). Ore 18,34 lamo tonawe sincaglia ne' pressi di Ariano Pherrarese (ceh siccccitah nelpò) e, dvrante y tenta tiwj didi sinca gliarla, arriwa la phine del monto, esi mvore tvtti apphogati in 2 metrij dacva, colca pitano Scottino chesi bvtta e siNpianta conla texta (kiamiamola texta) nel lesab biemo bilij a 2 (2e) metrij dalla riwa. Majal...


TVTTI  A  WEDERE  L'SS.  PAPPA

& Termi niamo la ns.trha rassegna'a dini ziatiwe convna bella gita'a Roma apharci rincva glionire dall'SS. Pappa, che, dalle S.crae Phinestrae Pappali cicon dvrrah inpre ghiera apphincheh il Buondio cisalwi o cvantomeno ciphaccia mori recolsorri sosvl lelabbra. Primadicre pare, peroh, inpiazza SaMpietro pioNberanno vna 50ina dipat tvgliae della Guardia di Phinanza cheac certeranno tvtti'i presentij sehan nopa gato Limu. Incaso ditras gressione werran noele wati werbali conmvlte sala tixime, cosih vno siNpara'a morire senzapa gare Limu, ziocan.



Bene'e, eper cvesta serae (oper cvestae vitae) eh tvtto. Cisi vede proximamente, o mie' nvmerosiximij lettorij, odi quah odi lah. Comvncve cisi vede. 

giovedì 6 dicembre 2012

Silvietto il discoletto


Già  ritorna  zio  Silvietto
trullallero  trullallà
Dalla  gita  in  vaporetto
mullallero  mullallà
E'  già  pronto  lo  stalletto
gingallero  gingallà
Dove  tiene  il  doppiopetto
pippappero  pippappà

Già  ritorna  zio  Silvietto
trullallero  trullallà
Tiene  alto  il  cornetto
gingallero  gingallà
Ce  lo  mette giù  nel  retto
bomballero  bomballà
E  ci  fa  un  bel  scherzetto
eja  eja  allallà


lunedì 26 novembre 2012

"Primarie", un racconto inedito di Edmondo Dea Miciss

Jer mattina, nella nostra fredda ma poco riscaldata avla di Via De Calzolari, eravansi in trepid'attesa del nostro nuovo maestro, che sostituiva il vecchio & caro maestro che c'avea accompagnato negli vltimi tre anni, morto di phame poche notti fa, cavsa i taglij alla scvola iNposti dal gowerno. Nel ragionar sv chi may awesse lardire di prendere in mano vna classe di sgarrvpati come la nostra, ecco che ad vn certo pvnto la porta si apry, ed vn signore alto, distynto, con occhialini a molla e pettinatvra alla John Garka, entrò, con vn sorriso largo ed accogliente. "Ragazzi" esordì egli "Eccomi qua, sono il vostro nuovo insegnante. Mi chiamo Lucio ma per voi sarò Lucy, la vostra luce". "Afffrociooo!!", urlò da dietro in terza fila Andrea Osanna, il nostro caro coNpagno con tendenze leggermente naziste. Lucy non si scoNpose. Rimanendo sorridente estrasse vn revolver dalla borsa e con vn solo colpo calibro 9 centroh in mezzo agl'occhi il power'Osanna che decidette al'listante & phu portato via dagli addetti alle pvlizie. "Ecco fatto. Unpoh dipv lizia ogni tanto cj vuole, cj. Ora oh mie' cari alvnni, ivi peroggi non terransi lezion niuna, poichè, comesa pete, lano strascv ola verrah adibita aseggioe lettorale perle primarie del par Tito Democritico. Approposito, io voto Sventola, e voi???", ci chiese alzando la manarmata adal tezza di pirla, cioè adal tezza nostra. E a questo pvnto vn corov nanime sorse da' nostri pettj edalle nostre gole assetate: "Sventola, Sventola, noi siamo per Sventola. Sventola phorever!". "Penissimo" rispose Lucy Luciano "Percheh dopo ivi verranno apposte le vrne e voi, bencheh minorat... minorenni, sarete chiamati ades primere la vostra prepherenza. Ilpar Tito Democritico sas petta molto da voi, nuove cenerazioni, apphincheh possiate continuare nelsolco de' vostri patri... ah, ecco qua". E in qvel momento inphatti, alcvni pitelli entrarono ecomin ciarono acollo care perlavla alcvni separeh alcvi interno noialtry avremmo dovvto espri mere'l votoh. Phinita lope razione, Lucy ci minac... cj disse diacco modarci vno per vno perpoter esprimere lanostra prepherenza. Bè, potete imma ginarela nostra stvpephazione, quando svlla scheda trowammo solo un solo nome: "Sventola!". Giacchini, il nostro coNpagno che vien dalla caNpagna, sapphaccioh inge nvamente davn separeh, edisse: "Scvsi, maestro Lucy, ma qui ceh solo ilnome di Sv..." Non phece inteNpo difi nire lafrase, che vna revolwerata lo mancoh di pochi milli.metri, consigliandoglij dirien trare nelsepareh e phinire inphretta lope razione. Entro 10 (o 5) minvti tvtti ebbero conclvso, e y solerty pitelli wennero eceler mente sgoNbrarono lavla. "Pene, o mie' giovini virgvltij, peroggi lale zione eh conclvsa, votare avete votato,  essoh chea vete vota tobene. Or siete congelati, epo tete indi tornare poshia alle vostre chase. Cissi vetetomani... ciao carinj!". Edim mediatamente vscimmo in gran phretta, lvngi da Lucy, dalle sve pallottole, e dal svo Sventola, che nonsa pemmo maj chicazzo phosse, e duna volta'a casah, cigettammo con parti colare phoga phra lea morose praccia delleno stre mammine'e.

venerdì 19 ottobre 2012

Clamorosissimo ritrovamento di un inedito di Dante Alighieri

Una nuova versione del Quinto Canto dell'Inpherno è stata ritrovata'a a Ravenna, dove il Sommo Poeta morì nel settembre 1321. Una scoperta destinata afare molto scalp'ore nel monto Hdemico. Eccovy inan teprima totale iltesto.


E così, dal primo refettorio
scesi giù nel secondo, ove
non si stringe mai la cinghia
stava in su la soglia il cameriere,
orribilmente e ringhia,
esamina i clienti nell'entrata,
giudica e manda ai tavoli
secondo che gli piglia.
Dico che quando l'anima affamata
viene a lui, ecco, tutta si confessa,
e quel conoscitor de le magnata
vede qual posto adatto sia per essa,
insulta quindi l'animaccia per 
quanto lontan vuol che lì sia messa.
"O tu che vieni a pranzo senza prenotare"
gridommi il camerier con cipiglio fiero
"Guardati di come entri, e di colui
di cui ti fide, non ti inganni
il profumo del mangiare!"
Ma il duca mio a lui: "Scusa,
di grazia, ma perchè rompi le palle?
Non impedir lo suo desinar fatale!
Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e adesso vai a cagare!"
Ora incominciano gli odori a farmisi
sentire, ora son venuto là dove i piatti
degustar si fanno, io venni proprio
dove la gente fa bisboccia, e sempre
mangia e rutta, ed alfin scureggia,
e sempre davanti gli vien servito
un piatto, e prendono su il tempo
e poi ti assegnano un punteggio.
E dopo un pò cerchi una latrina,
perchè lo stomaco si ribella
e vai di corpo fino alla mattina.
Io intesi che a così fatto tormento
erano dannati i peccator di ventre,
che la ragione sottomettono al talento,
e come le sirene che cantando
nuotano nel mare, lasciandosi dietro
una lunga riga, io vidi così apparir
nel refettorio dell'ombre portate
dalla detta briga, così che dissi:
"Maestro, ma chi son quei ciccioni
enormi, che l'aura nera così castiga?"
"Il primo di cui tu vuoi saper"
mi disse quelli allotta
"Fu governatore dalle molte favelle,
e a forza di magnamagna, la sua città
fu rovinata e rotta, tanto che l'EXPO
del 2015 dovettero annullare...
si chiamava Roberto Forchettoni,
tale pirla, che già dalla faccia
capisci ch'è una capra, come dice
Sgarbi. Poi vedi ancora un tal Fiorito,
che giù nel Lazio di peso strabordava,
e vedi ancora il sommo capo di ognun 
di questi, tale Silvio Budelloni, che
alla testa di costoro beveva e ingurgitava.
Poscia tu vedi Ruby, regina d'Egitto,
per cui tanto tempo si volse reo,
e vedi anche Di Pietro, magistrato
rotondo di forme, e manicheo.
Ancor tu vedi Romino Prodi, 
e Peppe Brullo, e Minimo D'Alemah, 
e poi ancora il giuovane Fussino,
e Walter Bidoni, il fondatore del partito,
e mille ed ancora più mille, furon
le ombre che mostrommi e nominommi 
a dito, che per amor di ventre loro
da questa nostra vita infine dipartille.
Poscia ch'ebbi il mio dottore udito
nomar tutti sti magnoni e puttanieri,
pietà mi giunse e fui quasi smarrito.
E cominciai: "Poeta, volentieri
parlerei a quei due grassoni
che volano in ciel, e pajono
al vento così leggeri". Ed egli
a me: "Vedrai tra poco, quando
saranno ancora più pesanti,
e ci cadranno ai piedi sfondando
il suolo, ed allora sarà più facile parlargli"
Così non appena il vento voltar
il fece, mossi la voce: "Salute a voi,
si fa per dire, o panzoni esagerati.
Deh, vi prego, venite un poco giù
da noi, che vi dobbiam parlare"
E così i due cominciaron la discesa,
sì lentamente che potei notar che
uno dei due in realtà era un'obesa.
"Senti mò" mi disse il maschio
"Io lo so che sei qui per pigliarci
per il culo, ma soddisfazione non ti dò,
anzi ti spiego perchè noi due insieme
nel vento andiamo senza scopo
tutto il santo giorno avanti e indietro.
Noi eravamo cuochi, e assaj provetti,
lavoravamo da Roberto di Bellaria,
specialità persce azzurro e spigole
nostrane, ma un brutto giorno
Roberto volle smettere col pesce
e solo con carne grassa di majale
farci lavorare. E il majale, ahimè,
che a nulla amato amar perdona,
ci fece gonfiar la pancia così in fretta,
che come vedi ancor non ci abbandona.
Il grasso di majale, insomma, ci portò
così alla morte. Maledetto sia però
Roberto, che decise così la nostra sorte.
Queste parole da loro ci furon porte.
Quand'io intesi quelle anime così incazzate
nere, chinai lo sguardo verso terra,
e tanto a lungo lo tenni giù, che il Duca mio
esclamò: "O Dante, ma che, stai bene?"
Ed io risposi: "Ahimè... o lasso!
Quanto dolor dovettero provar
costoro a cucinar tutto quel grasso!"
Poi mi rivolsi a lei, e le dissi:
"Francesca, ma perchè non vi siete
licenziati? Se eravate così bravi, bastava
un annuncio su La Pulce di Forlì/Cesena
e forse tutto si aggiustava"
Ed ella a me: "Nessun maggior dolore
di ricordarsi nel digiuno di quando
si mangiava tanto e bene, e ciò lo
sa il tuo Dottore. Ma se a conoscere
la radice delle nostre sfighe tu hai
cotanto affetto, allora ti dirò,
come colei che piange e dice.
Noi leggevamo un giorno per diletto
le ricette dell'Artusi, soli eravamo 
in cucina noi, e senza alcun sospetto.
Per più fiate la lettura ci sospinse
la ricetta del gambero in salmì,
ma solo un punto fu quello che
ci vinse: quando giungemmo 
alla sezione del riso Basmati,
capimmo di aver sbagliato tutto,
e così ci siamo presi e bastonati.
Galeotto fu il libro di cucina
e chi lo scrisse: da quel giorno,
per punizion divina, in questo 
luogo siam reclusi e confinati".
E mentre che l'uno spirito questo disse,
l'altro piangeva, sì, che di pietade
io venni men così com'io morisse,
e caddi, come corpo a digiuno cade.

sabato 6 ottobre 2012

La ballata del saponaio

Sulle note de "L?Ombrellajo" di Cochi e Renato



Saponajo, saponajo,
santo cielo verrà verrà,
devo fare il bucato
e mi manca il perborato
saponajo, saponajo,
santo cielo verrà verrà
devo fare il bucato
e non lo so più come far

Eccomi donne, sono arrivato
il saponajo di quà e di là
ho persino un ammorbidente
ch'è una cosa strabiliante
eccomi donne, sono arrivato
il saponajo eccolo qua
ho portato il perborato
ne ho una grande quantità

Oh finalmente il saponajo
e menomale che l'è arivà
devo fare un bel bucato
e mi manca il perborato
presto presto, saponajo
me ne dia tanto in quantità
sono un poco in arretrato
mio marito mi sgriderà

Signora mia ma che piacere
servirla ancora di quà e di là
ho un bel pezzo di perborato
ad un prezzo assai scontato
signora bella stia a vedere
mo che bel bianco lui che fà
glielo infilo nella borsa 
che contenta lei sarà

Oh saponajo, di lei mi fido
me lo dia pure per carità
sono ansiosa di provarlo
sono ansiosa di provarlo
ma saponajo, mi raccomando
non è la borsa quella là
me lo tolga da quel posto
me lo tolga, per carità

Signora bella, vada tranquilla
il saponajo sa quel che fa
ci vuole solo la giusta dose
ci vuole solo la giusta dose
signora cara, apra la borsa
sia generosa di quà e di là
per avere un bel bucato
ci si deve organizzà

Ora ho capito, mio saponajo
faccia mo pure di quà e di là
introduca la giusta dose
introduca la giusta dose
però stia attento, mio saponajo...
o saponajo, ma che fa... ah... ah...
saponajo... saponajo... ah...  ah...
saponajo, saponajo... ah... ah...
saponajo... o saponajoooo...
mi me son inammurà...


venerdì 14 settembre 2012

Un inedito di Edmondo Dea Micis, forse



Jer mattina, nella nostra sempre più squallida, umida,  nonchè sordida & cadente aula scolastica in via De Calzolarj, eravansi in trepida attesa del nostro caro e buon maestro catatonico, che avanzava già due ore di ritardo. Oh, buon Dio! Tu solo puoi saper quali pensieri gravj agitavan le nostre menti, e da quali oscvri rovelli erano ottenebrati. Sarà vivo? Sarà morto, o solo gravemente ferito? Gli sarà venuto un infarto, o si sarà solo pisciato addosso? Tutti i nostri struggimenti cessarono verso le undici, quando il nostro amato professore entrò su una sedia a rotelle e con la gamba destra steccata. Un ululato di stupore e sgomento uscì dalle nostre bocche, ma egli con un cenno debole ma autoritario della man sinistra ci ordinò il silenzio. Dopodichè prinzipiò col dire: "Mie' cari e idolatrati alunni, è venuto, ahimè, il momento di separarcj. Un grave infortunio, come vedete, mi obbliga all'inoperosità. per un lasso di tempo indefinito. Uno strano quanto increscioso incidente mi è accaduto stamane mentre uscivo di casa per venire quivi. D'un tratto, mentre camminavo sul marciapiede, un gatto enorme e dal pelo nerissimo come la pece, ha prinzipiato a corrermi incontro, miagolando come un ossesso, ed io, al colmo del terrore, ho girato i tacchi e ho prinzipiato a correre sempre più veloce. Purtroppo il terrore che mi incuteva il malvagio felino mi ha fatto obliare che la strada moriva nei dipressi di un incrocio. E così l'ho attraversato d'impeto, nel mentre che dall'altra parte sopravveniva un velocipede a folle velocità che mi investiva tosto. Entrambi siamo caduti rovinosamente: il velocipedista è stato ricoverato con fratture in tutto il corpo, ed io mi sono rotto la gaNba, riportando ecchimosi e contusioni ovunque. In più, la ferocissima belva, per sommo dispregio, come ci ha visti entrambi per terra doloranti e feritj, ha prinzipiato a graffiarci e a morderci come una fvria indemoniata e, se non fosse stato per una solerte guardia civica che l'ha abbattuta a colpi di bazooka, credo che in breve teNpo ci avrebbe divorati o mutilati. E' stata un'esperienza atroce, o mie' giovini virgulti, e ciò v'insegni a diffidare dei felini, creature demoniache & assatanate!". Tutti ascoltammo in religioso silenzio le gravi parole pronunziate dal nostro Vate, quindi il nostro buon coNpagno Liverani, conosciuto da tutti per la sua nota generosità e la sua ancor più nota bontà d'animo, prese la parola interpretando mirabilmente i nostrj sentimentj, dicendo: "O, nostro Dvce, iNpavido & coraggioso! Noi tutti siamo trasecolati ed affranti per la disgrazia che vi è occorsa, e per vendicare la vostra infermità vi promettiamo solennemente che, quando ritorneremo alle nostre case, sgozzeremo con le nostre stesse manj questi felini che, a tradimento, le occupano e si fanno mantenere senza fare nulla, nemmeno un piccolo "miao" di saluto quando ritorniamo. Sono bestie inutili, stvpide e perniciose, e senza dubbio alcvno meritano di morire soffrendo come canj. Molto meglio allevare furetti o conigli, che in caso di grave recessione, all'occorrenza si possono anche mangiare senza troppi problemi di coscienza!". Tutti, quindi, annuimmo come un sol vomo a codeste assennate parole del nostro caro Liverani, e anche il nostro sfortunato insegnante sorrise, mostrando così di apprezzarle. Indi, con la mano sinistra ci benedisse ed infine uscì, lentamente, senza proferire motto, fra le lacrime amare di noi tutti. Poscia uscimmo tutti da scuola in fila per tre, avviandoci verso le nostre case e i nostri cari, siNpatici, deliziosi & adorati micettj.